Programma Terapeutico
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il programma terapeutico
Principi guida: la rilevanza dell' approccio umanistico
Nelle strutture del Ce.I.S “S. Crispino” viene proposto all’utente un approccio umanistico che si basa sulla centralità della persona. E su un confronto quotidiano tra pari e operatori sui valori dell’onesta, della responsabilità, del rispetto.
La persona ospite è al centro del programma di recupero e protagonista del proprio percorso, in un’ottica di partecipazione e condivisione.
È esclusa ogni forma di violenza e coercizione, e poiché l’obiettivo ultimo è il raggiungimento della libertà dell’ospite dipendente da sostanze, anche l’ingresso e la fuoriuscita in CT sono libere.
Proprio sulla libertà di scegliere il cambiamento si fonda la possibilità di sviluppare il progetto di recupero e di vita che per ogni uomo o donna che entra al Ce.I.S è personalizzato.
A tutti si propone un sistema di vita comunitario, come risorsa e come strumento terapeutico per il cambiamento, quale componente empirica dell’educazione
Fare vita di comunità e sviluppare il senso di appartenenza alla stessa, dà un orientamento alla persona; la quale ha la possibilità di interiorizzare un sistema di valori e di comportamenti funzionali al proprio miglioramento.
Progetto Uomo
“Progetto Uomo” non è un metodo, ma un programma terapeutico/educativo globale, che propone risposte personalizzate integrandole tra loro, secondo le necessità e i bisogni di ciascuno.
Le modalità d’intervento cambiano, ma l’ispirazione è la stessa: l’aiuto e la solidarietà con l’uomo che soffre per le esperienze negative che segnano la sua vita.
Percorso riabilitativo
Il percorso riabilitativo proposto non è altro che il riappropriarsi consapevole, da parte dell’utente e della sua famiglia, della storia persona- le. Delle risorse interiori e culturali presenti o da sviluppare, la presa in carico chiara e non delegabile dei propri bisogni, problemi e responsabilità. Tutto ciò in un ambiente ricco di stimoli e di strumenti, strutturato da operatori professionalmente preparati.
Piano Personalizzato: il "cambiamento" come componente empirica del percorso educativo
Per ogni persona-utente viene predisposto un progetto di lavoro personalizzato. In questo modo avrà la possibilità di approfondire i propri problemi e di avere obiettivi personali da perseguire per realizzare il processo di cambiamento intrapreso.
Rete
Il Ce.I.S. “S. Crispino”, che lavora in convenzione con le Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale, fa parte della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT), del CEARL (Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Lazio), dell’ACTA Lazio (Associazione delle Comunità Terapeutiche Accreditate dalla Regione Lazio) e della Consulta delle Associazioni di Volontariato del Comune di Viterbo.
principi guida
Il Progetto Educativo
Il percorso comunitario è un tempo in cui le persone possono vivere e confrontarsi quotidianamente con la realtà in cui sono inserite, aumentando la conoscenza e la consapevolezza di sé in merito alla propria emotività, agli aspetti problematici e alle proprie risorse e capacità.
Attraverso l’esperienza pratica gli ospiti sono accompagnati a sviluppare una maggiore capacità critica nei confronti di sé e degli altri, e modalità più responsabili e costruttive per saper meglio affrontare i fatti della vita.
I progetti terapeutici sono individuali: partendo dalla definizione dei bisogni e delle problematiche dell’ospite, vengono individuati gli obiettivi e le aree di lavoro su cui focalizzare in modo particolare, ridefinendo un percorso.
Ognuno avrà il “proprio tempo” di realizzazione, che può essere ipotizzato al momento dell’ingresso e ridefinito durante le varie fasi del processo terpautico-educativo.
Si ritiene fondamentale che ci sia da parte dell’ospite l’impegno a seguire il programma concordato e a partecipare in modo positivo e costruttivo al programma.
Per una buona riuscita del lavoro è inoltre importante che l’ospite sia disponibile a comunicare le situazioni o i vissuti critici, e a prendere in considerazione il contributo che le altre persone possono offrire.
Infatti contesto, relazione, comunità, sono veri e propri “dispostivi pedagogici” che, opportunamente modulati, possono rafforzare (o al contrario inficiare) il processo di rafforzamento o self-empowerment personale.
In comunità è escluso ogni metodo coercitivo e gli ospiti possono interrompere il programma concordato in qualsiasi momento.