GRUPPI DI SUPERVISIONE E SOSTEGNO PER OPERATORI DELLE PROFESSIONI D’AIUTO

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI E DESCRIZIONE GENERAL DEL

PROGETTO

Nell’ambito delle professioni d’aiuto, si evidenziano specifici rischi legati alla tipologia di lavoro ed al possibile burn out, inteso come una vera e propria malattia professionale (helping profession) che colpisce soprattutto quelli più motivati e con aspettative maggiori riguardo al lavoro. Si può dire che, riguardo alle cause del burn out, vi sia una causalità multifattoriale che comprende fattori soggettivi, ambientali e sociali. Tra i fattori soggettivi ci sono i tratti di personalità, le aspettative professionali, lo stress non professionale, le capacità comunicative e di coping. I fattori ambientali sono quelli contestuali/organizzativi intrinseci al servizio, relativi al rapporto con gli utenti ed i colleghi, all’organizzazione del lavoro, alla carriera, etc. Tra i fattori sociali si possono annoverare la perdita progressiva del senso di comunità, lo sfaldamento del tessuto sociale, la perdita del sostegno di una rete sociale, l’autorealizzazione e l’individualismo, i fattori storici e culturali.
Con questo progetto si intende incidere sulla componente soggettiva dello stress che è quella che determina quali stimoli saranno percepiti come negativamente stressanti e con quale intensità verrà vissuto tale stress. La percezione di uno stesso evento è diversa da un individuo ad un altro. Lo stress è la risposta del nostro organismo alle sollecitazioni dell’ambiente il livello di stress dipende dall’intensità della sollecitazione e dalla nostra capacità di farne fronte. Può essere descritto come “pressione, sforzo, o un senso di agitazione interna che derivano dalle nostre percezioni e successive reazioni agli eventi o alle circostanze. Uno stato di risveglio emozionale negativo connesso solitamente a sentimenti di disagio o di ansia che attribuiamo alle circostanze o alla situazione. Lo stress è la nostra percezione dell’evento, e non l’evento in quanto tale”.
Il progetto intende utilizzare le energie e il sostegno del gruppo per ridurre lo stress, individuando i fattori che lo determinano ed i sintomi associati, rielaborando positivamente i pensieri, migliorando le capacità comunicative e di coping, sperimentando il sostegno sociale e incrementando l’autoefficacia e l’autostima.
Oltre al disagio degli operatori, i rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato generano costi significativi anche per le organizzazioni. In generale, i lavoratori tendono ad assentarsi dal lavoro per periodi consistenti. A volte tendono a presentarsi al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace (fenomeno noto come “presenzialismo”). Ciò porta a una riduzione della produttività intesa come minore impegno lavorativo e mancata adesione alla mission dell’organizzazione.
Quindi, a causa dello stress lavoro correlato si possono individuare effetti negativi sia per l’individuo che per l’organizzazione.
Per l’individuo, gli effetti negativi possono comprendere:

  • sovraffaticamento e depressione;
  • difficoltà di concentrazione;
  • irritabilità, senso di ostilità;
  • problemi familiari;
  • problemi di salute fisica, in particolare malattie cardiovascolari e disturbi muscoloscheletrici.

Per l’organizzazione, gli effetti negativi comprendono:

  • scarsa motivazione alla relazione d’aiuto;
  • maggiore assenteismo;
  • presenzialismo (lavoratori che, in caso di malattia, si presentano al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace);
  • tassi più elevati di incidenti e infortuni.

Il gruppo di supervisione e sostegno è in grado di fornire supporto sia alle difficolta personali che a quelle relazionali (rapporto con gli utenti, con i colleghi, con chi riveste ruoli superiori all’interno della stessa organizzazione). Lo scopo è quello di migliorare la gestione dello stress attraverso una rinnovata fiducia nelle proprie risorse ed il potenziamento delle proprie capacità comunicative e di coping. Essere impegnati in un’attività con i colleghi, permette di utilizzare il proprio gruppo “staff” come risorsa al fine di consentire una condivisione tra persone che lavorano insieme e migliorare i legami. Inoltre, fornisce la percezione di attenzione e cura da parte dell’organizzazione verso le risorse umane che ne fanno parte, contribuendo a favorire una maggiore disponibilità e considerazione, da parte delle persone coinvolte, per le attività organizzative, potenziando il senso di appartenenza e lo spirito di gruppo.

OBIETTIVI

Migliorare il benessere dei lavoratori, incidendo sui fattori soggettivi che entrano in campo nel fronteggiare le situazioni stressanti. E quindi :

  • Ridurre il livello di stress in persone che già ne hanno i sintomi rafforzando la capacità di risposta individuale
  • Rafforzare le capacità del singolo lavoratore di affrontare le criticità sul posto di lavoro e di gestire lo stress;
  • Diminuire i conflitti e le occasioni di incomprensione, quindi migliorare il rapporto con i colleghi e gli utenti,
  • Favorire i legami all’interno dell’organizzazione ed il senso di appartenenza, incrementando in questo modo il sostegno del vivere e lavorare in una Comunità,
  • Migliorare la capacità di comunicare i propri bisogni in modo assertivo, invece di comunicarli in modo aggressivo o di non comunicarli affatto, di ascoltare gli altri attentamente ed empaticamente e di trovare soluzioni a problemi e conflitti che siano reciprocamente accettabili. Migliorare la capacità comunicativa influisce sulla capacità delle persone di costruire e conservare una rete di sostegno sociale nonché relazioni che tutelano la salute.
  • Aumentare, attraverso la supervisione di casi, la consapevolezza delle proprie modalità di approccio e cura degli utenti

BENEFICI E RISULTATI ATTESI

La gestione efficace dello stress lavoro-correlato contribuisce alla soddisfazione dei lavoratori che, in questo modo, esprimono maggiore impegno, dedizione e capacità di innovazione. Attraverso la supervisione ed il sostegno, gli operatori possono migliorare le proprie performances e le relazioni sociali in ambito lavorativo.
La prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali favoriscono la formazione e il consolidamento di gruppi di lavoro motivati e collaborativi, la riduzione dell’assenteismo, di incidenti, di infortuni e una migliore adesione agli obiettivi comunitari.

CARATTERISTICHE DELL’INTERVENTO

Il progetto prevede di sostenere e supervisionare le equipe di lavoro presenti all’interno del CeIS di Viterbo.
All’interno delle diverse equipe saranno affrontate le problematiche situazionali che possono presentarsi durante lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative e che incidono sulla condizione di salute fisica e mentale.
La supervisione è un supporto professionale e uno spazio di rielaborazione delle competenze del professionista della relazione d’aiuto, ha lo scopo di fornire un sostegno nella riflessione e nella valutazione dell’agire professionale in relazione ai casi e alle attività professionali. La supervisione di gruppo permette di:

  • Confrontarsi e analizzare casi
  • Elaborare le dinamiche emozionali connesse allo svolgimento dell’attività professionale
  • Elaborare situazioni di empasse
  • Riconoscere lo stress, comprendere come agisce su di noi e scoprire le risorse per affrontarlo

La pluralità che caratterizza il gruppo è fonte, inevitabilmente, di notizie e chiarimenti sui problemi condivisi, questo influenza i livelli di autostima e diminuisce la percezione di “solitudine” rispetto a certe condizioni. Inoltre promuove la speranza: e questo rinsalda la motivazione ad andare avanti ed aiuta a sopportare le difficoltà.

PROGRAMMA DI LAVORO E TEMPI

Il programma di lavoro è articolato volutamente in maniera generica e sarà adattato alle specifiche esigenze. Per questo prevediamo di effettuare una visita alle strutture ed un colloquio con il referente designato dalla Comunità al fine di avere indicazioni precise sull’organizzazione dei gruppi di lavoro e sui motivi della domanda di supervisione esterna. Questo garantirà una migliore adesione del progetto alle particolari situazioni che ne hanno richiesto l’attuazione.
Si può ipotizzare un impegno temporale di tre mesi, con una frequenza di due incontri mensili possibili nella giornata di venerdì in un orario compreso tra le 11,00 e le 18,00 e la possibiltà nella stessa giornata di effettuare un massimo di quattro incontri con equipe diverse.
Ogni incontro ha la durata di 90 minuti.

METODOLOGIA

In ogni gruppo sono presenti due facilitatori con la funzione di creare un’atmosfera psicologicamente sicura, di favorire la comunicazione tra i membri del gruppo e di comprendere il significato che ogni condivisione ha per la persona che la fa, nel pieno rispetto delle individualità e del gruppo stesso.

REALIZZATORI DEL PROGETTO

D.ssa Gabriella Guidi
Psicologa, psicoterapeuta, esperienza pluriennale in ambito clinico e nella riabilitazione di persone con disabilità neuropsichiatrica
D.ssa Fiorella Iacobini
Psicologa, psicoterapeuta, formatrice Gordon, pluriennale esperienza nell’ambito dell’orientamento scolastico e professionale.
Docente di Psicologia in corsi regionali per Operatore Socio Sanitario.

SEDE DI SVOLGIMENTO

Sede della struttura ospitante, con possibilità di utilizzare una stanza riservata con sedie che si possano mettere in circolo.

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