Gioco d’Azzardo Patologico (GAP)

Tra le dipendenze comportamentali il gioco d’azzardo patologico (GAP) è quella che negli ultimi anni si è rivelata come problematica sia in termini epidemiologici che clinici e ha sicuramente un forte impatto sociale e culturale.
La propensione al gioco ormai attraversa tutti gli stati sociali ed economici della popolazione in maniera capillare e diffusa, divenendo aspetto significativo e una modalità esistenziale rinforzata dalla promozione mediatica nella quale il desiderio di guadagno facile e di ricchezza fanno emergere delle crisi strutturali non solo economiche, ma anche valoriali e relative al sentimento di sicurezza e stabilità individuale e collettiva.
Il 16 Settembre 2010 il Ce.I.S. di Viterbo inizia ad occuparsi della dipendenza da gioco d’azzardo, partecipando ad una conferenza stampa insieme alla AUSL e la Provincia di Viterbo durante la quale, comunica l’inizio di un programma d’intervento semi-residenziale sul gioco patologico attraverso il metodo terapeutico del gruppo AMA. Questo servizio ha avuto il suo termine il giorno 30 Aprile del 2011 a causa della fine del progetto del centro diurno a media soglia.
Attualmente per il Gioco d’azzardo non è prevista una cura dal sistema nazionale sanitario; solo da poco tempo un decreto legge prova ad ostacolare il grande numero di giocatori patologici fornendo delle linee guida per la prevenzione
La terapia supportiva generalmente è consigliata per le persone che hanno una dipendenza patologica, questo tipo di terapia individuale o di Gruppo, consente di “supportare l’Io nello svolgimento delle sue funzioni”, in modo che si possa favorire l’integrazione, il rafforzamento e la definizione dei confini interni ed esterni.
L’Io è il responsabile di molti compiti: l’orientamento spazio temporale, il giudizio, la canalizzazione delle pulsioni, la tolleranza delle frustrazioni, la percezione in generale.
L’incapacità di tollerare le frustrazioni e il conseguente attivarsi di comportamenti patologici come il GAP ogni qualvolta si presentano delle difficoltà è indice di un Io che non riesce a canalizzare le pulsioni.
Altro aspetto di un Io fragile è la relazione con la realtà, il dipendente patologico ha delle convinzioni che indicano l’alterata reazione con la realtà, ha la sicurezza di poter cambiare la propria condizione, mai considerata patologica, senza un aiuto concreto e pensa di potere rendere invisibili i comportamenti “devianti”.
Altro segnale del livello strutturale dell’Io, è l’osservazione del funzionamento globale della persona (si fa riferimento per esempio all’area affettiva, sociale, professionale e alla cura di sé).
Quasi tutte le persone che hanno una dipendenza patologica hanno una vita affettiva in crisi, questa crisi è causata dai comportamenti di non coerenza fatti di bugie e atteggiamenti non razionali; per gli stessi motivi sia le relazioni lavorative che quelle sociali vengono messe a dura prova.
Oggi, visto l’aumento del fenomeno, si sente la necessità di fornire un nuovo servizio dove le persone con questa patologia possano provare a “disintossicarsi” dalla dipendenza del gioco d’azzardo.
La finalità del Gruppo AMA è quella di migliorare le relazioni: di fatto cambiando le relazioni oggettuali interne, si rende possibile la percezione ed il rapportarsi alle persone esterne in maniera differente.
Il progetto In-Dipendenza propone una modalità d’intervento ambulatoriale con colloqui e gruppi di auto-mutuo-aiuto (AMA) a cadenza settimanale e con un supporto di trattamento semi-residenziale sotto la forma di week end full immersion a frequenza mensile.
Il trattamento ambulatoriale avrà e si svolgerà con le seguenti modalità terapeutiche:
1) Anamnesi specifica
2) Colloqui individuali di counseling supportivo
3) Colloqui con la famiglia
4) Terapie relative (eventuali)
5) Gruppi specifici AMA o supportivi
6) Week end residenziali
7) Supporto psichiatrico (eventuale)
Le figure professionali previste sono Psicologi, Educatori e Psichiatra (a consulenza).
Questo tipo d’intervento ha l’obbiettivo di agire su tre aree importanti della persona, quella individuale,sociale e relazionale.
Area individuale: effetto del ruolo di aiutare, osservare il proprio comportamento a distanza, sviluppo dell’espressività emotiva, controllo emozionale, rinforzo dell’autostima e sviluppo della resilienza
Area relazionale: principio dell’aiuto reciproco, nuova identificazione e sostegno di gruppo al cambiamento, sviluppo di nuove relazionalità, assunzione di ruoli responsabili, inversione dei ruoli
Area sociale: fronteggiare l’etichettamento sociale, fornire rinforzo sociale al cambiamento, ridurre dell’isolamento sociale

Torna su