“Radici per crescere”: reti territoriali, partnership qualificate e formazione condivisa. Il primo semestre di progetto

Con la chiusura di novembre si conclude il primo semestre formale di attuazione del progetto “Radici per crescere”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con la quota Irpef dell’otto per mille e avviato dal CeIS di Viterbo lo scorso luglio. Un avvio che non si è limitato all’impostazione delle attività formative e selettive, ma che ha posto al centro la costruzione di partnership territoriali solide, elemento strategico per garantire continuità, qualità e sostenibilità agli inserimenti lavorativi dei beneficiari.

Un lavoro di rete strutturato, non accessorio

Fin dalle prime settimane il progetto si è orientato verso la definizione di un ecosistema territoriale collaborativo, capace di superare la logica del semplice “collocamento” e costruire invece un contesto di apprendimento, accompagnamento e responsabilizzazione condivisa.
Il CeIS ha avviato un processo formale di individuazione dei partner aziendali basato su criteri precisi:
· coerenza valoriale, con particolare attenzione alle realtà orientate alla responsabilità sociale e alle pratiche di agricoltura multifunzionale;
· disponibilità a partecipare alla formazione e non solo all’accoglienza lavorativa;
· capacità pedagogica e formativa, fondamentale per lavorare con persone in fase di reinserimento;
· apertura alla co-progettazione, per creare percorsi flessibili e adattabili ai profili dei beneficiari;
· integrazione in reti già attive nel territorio, in particolare con cooperative sociali di tipo B che operano in agricoltura.
Questo approccio ha consentito non solo di selezionare aziende disponibili ad accogliere tirocinanti, ma di costruire relazioni professionali durature, essenziali per garantire una reale inclusione lavorativa.

Il caso de “La giacca sull’albero”: una partnership nata per crescere insieme

Tra le prime realtà partner a entrare nel progetto l’azienda agricola “La giacca sull’albero”, di Cladia De Angelis, che ha partecipato sin dall’avvio alle fasi di orientamento, formazione d’aula e selezione del gruppo target.
La sua scelta non è casuale:
· la titolare dell’azienda è una pedagogista, quindi dotata di competenze formali preziose nella relazione educativa e nel supporto ai percorsi riabilitativi;
· l’azienda agricola è neocostituita, elemento che favorisce processi di co-creazione, sperimentazione e crescita reciproca;
· è un’impresa con finalità sociali e ha avviato l’iter come fattoria didattica, condizione che facilita la presenza di percorsi formativi strutturati;
· intrattiene collaborazioni attive con cooperative sociali di tipo B impegnate nell’agricoltura sociale multifunzionale della Tuscia e con altre organizzazioni di Terzo Settore.

Queste caratteristiche hanno portato l’azienda a essere il primo partner formale di Radici per crescere, con una prospettiva chiara: ospitare i primi beneficiari attraverso borse lavoro e, successivamente, attivare contratti ordinari in contesti produttivi extracomunitari, veri luoghi di verifica e consolidamento dell’autonomia lavorativa.

Ridurre il divario tra trattamento e prevenzione

Uno degli obiettivi strategici di Radici per crescere è ridurre la distanza tra fase terapeutica e reinserimento sociale, contrastando lo stigma e migliorando la percezione delle competenze dei beneficiari da parte degli attori economici del territorio.

Il lavoro con i partner agricoli, con le realtà del Terzo Settore e con gli enti di rappresentanza ha lo scopo di produrre un effetto culturale significativo:
· maggiore consapevolezza sulle dinamiche della dipendenza;
· maggiore apertura verso l’inclusione;
· maggiore attivazione nella costruzione di percorsi personalizzati.

In questo senso, l’avvio del progetto non ha generato solo output formativi, ma ha iniziato a modificare l’ambiente circostante, rendendolo più pronto ad accogliere e sostenere persone in fase di reinserimento.

Verso la fase operativa

Con il primo semestre formalmente concluso, Radici per crescere entra nella fase del completamento della formazione d’aula e delle pratiche applicative, dei tirocini e delle prime borse lavoro in azienda.

Il percorso continuerà a fondarsi su due pilastri:
· professionalizzazione dei beneficiari,
· consolidamento delle alleanze territoriali, senza le quali non sarebbe possibile costruire opportunità reali.

La collaborazione con l’azienda De Angelis rappresenta un primo esempio concreto di questa visione. Sarà la qualità del lavoro di rete, più ancora delle singole attività, a determinare la forza e la tenuta del progetto nel lungo periodo.

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Progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con la quota Irpef dell’otto per mille.

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